ARMAGEDDON 
 
Il sole era alto nel cielo e gli occhi le bruciavano quando si soffermava a fissarlo, il rumore ritmico e costante dell'esercito in marcia le infondeva sicurezza nell'attraversare quella immensa e sconosciuta distesa di erba alta.  
le altre guerriere che le marciavano accanto sembravano tranquille e concentrate, ma era la sua prima missione di combattimento, e una tensione crescente le attanagliava le viscere; i suoi pensieri andavano alle mille strane leggende che aveva sentito quando era piccola, ai racconti sulla disumanità degli dei pronti a distruggere intere città a loro piacimento, ai mostri che si diceva infestassero le terre selvagge e ai pericoli del mondo esterno, tuttavia fino a quel momento avevano incontrato solo alcune creature spaventate e in fuga dall'enorme esercito spiegato e aveva sentito che le avanguardie avevano catturato e massacrato alcune esploratrici del nemico, che attendeva ora inconsapevole il suo destino finale.  
Poteva ancora sentire nelle orecchie il meraviglioso e esaltante discorso di incitamento pronunciato solennemente dalla Regina al momento della loro partenza, quasi l'intera forza militare della colonia era in marcia per distruggere definitivamente il pericolo rosso, troppe compagne avevano perso la vita in quelle innumerevoli e logoranti scaramucce ed era giunto il momento di vincere definitivamente, una volta per tutte.  
Ora dovevano essere quasi al termine del lungo viaggio, i lunghi, fitti steli d'erba nascondevano il loro avanzare e sentiva ogni altra guerriera fremere di impazienza e desiderio di vittoria, poi improvviso udì un fortissimo rumore, un fragore di tuono che rombava e oscurava ogni altro suono intorno a loro, paura e incredulità si sparsero rapidamente tra le file di guerriere mentre persino il cielo iniziava ad oscurarsi.  
Un fortissimo vento sferzo il suo corpo trasportando migliaia di particelle d'erba e terra, a decine le sue compagne volavano via sbattendo ovunque ed urlando disperate, non sapendo che fare vide un piccolo buco nel terreno e riuscì ad infilare quasi tutto il corpo lì dentro, abbarbicandosi ad una radice sotterranea, sapendo che la sua stessa vita dipendeva da quanto sarebbe riuscita a stringere.  
L'oscurità piombò improvvisa insieme al rumore che si faceva sempre più assordante, dal buco in cui era rintanata osservava incredula la spaventosa devastazione che impazzava intorno a lei, i corpi mutilati e devastati delle compagne che volavano nell'aria insieme alla vegetazione, il sangue e la linfa che si mescolavano orribilmente, le urla straziate sovrastate dal rombo e persino la terra tremava come in un armageddon finale....  
Non sapeva quanto tempo fosse passato quando finalmente tutto finì, riaprì gli occhi e vide che il sole splendeva nuovamente e l'aria era nuovamente calma e silenziosa, uscì dal buco e osservò il mondo intorno.  
Tutto il terreno a perdita d'occhio era drasticamente cambiato e del grande imponente ed eroico esercito restavano solo orride tracce di sangue e carni spezzate, una lacrima le discese lenta, nella consapevolezza che tutto indicava l'ormai inesorabile fine della sua amata colonia, tutto il mondo che aveva mai conosciuto non sarebbe durato che pochi altri giorni, le vecchie lavoratrici, i piccoli, la Regina non sarebbero sopravvissute senza esercito ai mostri e ai nemici.  
Diede un ultimo sguardo al sole, proprio mentre il rumore di grandi mascelle dentate risuonò improvviso alle sue spalle........  
 
Il ragazzino si guardò intorno, era stata una faticata ma finalmente tutto il prato era rasato alla perfezione, il vecchio tosaerba aveva fatto il suo lavoro e alla sera il padre gli avrebbe dato i soldi per quel gioco che anelava da tempo, intravide tra l'erba tagliata un piccolo scarafaggio che mangiava una formichina nera, lo schiacciò con un piede e sorridendo corse in casa.......