Annalisa
E' ormai l'una passata, il sabato si è già mutato in domenica e sto finalmente entrando in garage, parcheggio la macchina e mi avvio verso casa attraverso il cortile, in alto brillano le stelle, è una notte stupenda e l'aria è fresca mentre soffia sul mio viso e sul corpo attraverso la camicia; è stata una serata divertente, e quel ristorante messicano a Milano è davvero valido; abbiamo mangiato molto bene e soprattutto ho bevuto parecchio, tra margaritas, birra e tequila ho davvero voglia di stendermi e mettermi a dormire anche perché per tornare a casa ho impiegato quasi un'ora mentre tutti in macchina dormivano.
Entro in casa, e per prima cosa mi avvio verso la cucina, ho una sete mostruosa, e non c'è nulla di più piacevole ora che attaccarmi alla bottiglia di minerale gassata, appena tolta dal frigo, ma, mentre l'acqua fredda sta dando un sollievo enorme alla mia sete, sento l'inconfondibile trillo del telefonino, per un attimo mi chiedo chi potrà mai essere a quest'ora, e mentre mi avvio verso l'ingresso dove l'ho lasciato, spero non si tratti di nulla di grave.
Raccolgo dalla tasca della giacca il cellulare, guardo il display, e ho un piccolo tuffo al cuore, il nome sul display è quello che più bramo, Annalisa.... la mia Principessa, il mio Sole, colei che possiede interamente la mia mente ed il mio corpo, in una sola parola..... la mia Padrona.
Mi affretto a rispondere, sperando che l'attesa, un po' troppo lunga, non l'abbia indispettita, quindi cerco subito di comportarmi nella maniera corretta "buonasera meravigliosa principessa, è un enorme e inaspettato piacere sentire la sua voce"- "ciao cucciolo, mi hai fatto aspettare un po' troppo mi pare... dove sei? " - "mi scusi, sono appena rientrato a casa mia stupenda regina ed ero lontano dal cellulare, posso fare qualcosa per lei?"- "forse cucciolo, sai, anch'io sono tornata ora a casa, e mi sto un po' annoiando, quindi vorrei che tu venissi qui da me" - mi basta un solo secondo per pensare, già la sua voce, mi ha svegliato completamente, e in fondo sono solo 250 km per raggiungerla, e ne farei anche mille, di corsa, solo per guardarla un attimo- "verrò da lei immediatamente principessa, il tempo di una doccia veloce e di buttare un paio di cose in una borsa e parto subito, entro un paio d'ore sarò da lei padrona" - "bravo cucciolo, ma stai attento alla guida, non correre troppo, ti voglio intero, almeno all'inizio..... e quando arrivi al casello hai il permesso di telefonare per avvisarmi del tuo arrivo" - "non mancherò regina del mio cuore, farò in un lampo".
Il tempo di spegnere il cellulare, che già corro spogliandomi verso la doccia, e dopo meno di 20 minuti sono cambiato, ho una borsa con un po' di vestiti, e sto correndo verso la macchina.
La strada scorre rapida davanti a me, il traffico è molto ridotto e riesco a tenere una forte velocità, mentre il cd scuote l'interno della macchina, e mi mantiene sveglio, ma ogni minuto di attesa per giungere da lei, è una piccola tortura.
Sono appena passate le 3 quando il trillo del telepass finalmente annuncia l'arrivo al casello, un po' teso compongo il suo numero, lei risponde dopo solo un paio di squilli - "ciao cucciolo, già arrivato? sono contenta, cominciavo a stufarmi di aspettare, ora sbrigati a venire qui e aspettami sotto casa che scendo".
In una decina di minuti arrivo a casa sua, l'attesa è sembrata eterna, ma ora ogni secondo aspettando di vederla uscire da quella porta, è come una trafittura di spillo al cuore.
Sono in piedi, accanto alla macchina, un misto di diverse sensazioni mi sovrastano, ansia, desiderio, paura di commettere un errore, di non essere perfetto per lei; continuo ad aggiustarmi la camicia bianca, tormento il colletto largo con le punte pronunciate, pensando a quanto io e il mio camiciaio abbiamo studiato su quel modello, e chiedendomi se le piacerò; poi, all'improvviso, ecco che finalmente la porta si apre, e come Venere dalle acque ecco uscire Annalisa, ogni volta che la vedo, capisco le parole di romeo di fronte a Giulietta, "cuore.. hai mai conosciuto amore ? .... occhi miei spergiuri, mai avevate visto prima una tale bellezza".
La mia principessa è davvero splendida, mentre cammina lentamente verso di me, mi accorgo di trattenere il fiato dall'emozione, i suoi riccioli rossi, che scendono sulle spalle, come a circondarle il volto stupendo con un incendio impetuoso, quei suoi occhi azzurri, profondi, che tante emozioni sanno dare anche solo con uno sguardo, le sue dolci labbra, un solo suo bacio varrebbe qualsiasi sacrificio, e il suo corpo stupendo, rivelato da una gonna corta e una camicetta aperta sul davanti, dalla quale si scorge un reggiseno di pizzo nero.
Come ogni volta, quando la vedo, sono letteralmente folgorato da lei, la mia sindrome di Stendhal, il capolavoro di fronte a cui la mia intera esistenza perde significato per trovare scopo solo nella totale sua adorazione.
Lei si avvicina, sorridendo, e si ferma di fronte a me, non so come ogni volta io possa trovare la forza di scuotere l'immobilità che si è impadronita di me per porgerle l'omaggio che le è dovuto, ma anche questa volta abbasso il volto di fronte a lei, e poggio a terra il ginocchio destro; lei si avvicina e come sempre la sua mano destra scivola sul mio viso, portandosi dietro la testa, alla base del collo, a simboleggiare il collare che mi lega indissolubilmente alla sua volontà, sento le sue unghie giocare con la mia pelle, le sue dita stringere il collo, e non posso fare a meno di chiedermi cosa deciderà adesso; a volte la sua mano torna di fronte al mio viso, per permettermi di baciargliela, a volte il movimento si trasforma in uno schiaffo improvviso, altre volte la mia testa viene spinta a terra, per baciare il suo piede; oggi, sento la sua mano continuare a stringere, la mia testa abbassata non mi consente di vederla in volto, ma percepisco i suoi occhi fissi su di me, sento il suo fragrante profumo e non posso fare a meno di pensare che qualsiasi cosa farà, ne sarò felice.
La sua mano, sempre stringendomi il collo, lentamente mi costringe ad alzarmi e avvicina il mio viso al suo, ora i miei occhi sono di fronte ai suoi, un meraviglioso abisso azzurro, in cui vorrei affondare, per perdermi per sempre; mi guarda, con un lieve sorriso, poi mi trascina ancora più vicino e le sue labbra si posano sulle mie, ma è lei che bacia me, lei che guida e comanda, un bacio forte, possessivo, quasi a strapparmi l'aria e la vita, sento la sua lingua che spadroneggia nella mia bocca,come volesse verificare che nulla sia cambiato nel suo dominio, infine i suoi denti si stringono sul mio labbro inferiore, sento un leggero dolore e un ombra di sapore metallico, lei si stacca da me, e passa languidamente la lingua tra le sue labbra con un sorriso malizioso e divertito che mi incatena ancora più a lei.
La guardo, mentre passo la mia lingua all'interno del labbro, per leccare il piccolo taglio che i suoi denti mi hanno lasciato, mentre lei si avvicina alla macchina dicendo "forza, andiamo , ho voglia di bere qualcosa; oggi mi sento buona cucciolo, potrebbe essere una serata davvero speciale per te....".
Le apro la portiera dell'auto, senza riuscire a non guardare le sue gambe armoniose mentre sale, ma lei sembra non accorgersene, o forse sta mentalmente annotando tutte le mie mancanze, per quando sarà il momento di un eventuale punizione; poi salgo in macchina e seguo le sue indicazioni per raggiungere un locale lì vicino.
Arriviamo ed entriamo nel locale, è abbastanza pieno, ci sediamo in un tavolino di lato, la musica è molto forte ma piacevole, ordiniamo due viva Messico.
Abbiamo appena cominciato a sorseggiare i cocktail, quando Annalisa fa' scivolare i soavi piedini dai sabot con tacco alto che indossa e li avvicina a me dicendo:"cucciolo, perché non mi massaggi un po' i piedi, che sono stanca e questi tacchi mi uccidono" e intanto mi sorride, con quello sguardo che indica indiscutibilmente che ha qualcosa in mente e, come sempre, non so se preoccuparmi, o gioirne.
Comincio a massaggiare delicatamente i suoi piedi stupendi, da sotto il tavolo, accarezzandoli con il palmo, sfregando con le nocche sotto la pianta; sento che le piace, e per me toccare la sua pelle è un piacere tanto sublime che, senza nemmeno rendermene conto, mi ritrovo estremamente eccitato; naturalmente lei non tarda ad accorgersene, quando, sollecitato dal massaggio, il suo piede per un attimo si appoggia al mio inguine; un sorriso divertito le si allarga sul volto, mentre sento un lieve rossore salire sulle mie guance, quindi comincia a spingere con il piede tra le mie gambe, e sempre sorridendo mi dice:"ma bravo, non ti vergogni, un poeta come te con queste reazioni animalesche? temo proprio che dovrai essere punito per questa mancanza di rispetto, ora appoggia entrambe le braccia sul tavolo, con i palmi rivolti verso il basso, e da questo momento in avanti, nessun movimento, e nessuna parola, altrimenti mi riporterai subito a casa e partirai immediatamente, spero di essere stata chiara, hai capito bene?".
Io eseguo immediatamente, appoggio le braccia al tavolo, mi immobilizzo e sto quasi per risponderle che ho capito, ma mi rendo conto che ha appena ordinato di stare fermo e zitto e l'espressione seria che ha ora il suo viso indica che non sta scherzando affatto, se sbaglio potrebbe davvero terminare tutto qui, quindi resto fermo, immobile aguardare nei suoi occhi; lei mi osserva per un po', poi torna il suo sorriso ironico, "bravo, vedo che hai capito, mi sarebbe dispiaciuto dover andare a casa ora che comincio a divertirmi" e dicendo così, ricomincia a stuzzicarmi con il piede, facendolo scivolare tra le mie gambe, giocando con la mia erezione.
Io cerco di restare immobile, con lo sguardo fisso sui suoi occhi, ma non è facile, mentre l'eccitazione sale e il suo stupendo piede stringe e liscia, con lentezza e metodo il mio membro ormai marmoreo, sento le prime gocce di sudore, che imperlano la mia fronte e il mio collo, mentre mi rendo conto che se continuerà così esploderò certamente in un umiliante orgasmo nei pantaloni, la mia mente vortica, cercando di trovare un appiglio per frenare l'eccitazione che si sta impadronendo di me, quando sento un leggero tocco gelido sul dorso della mia mano destra, e vedo che ha estratto un cubetto di ghiaccio dal suo bicchiere e lo sta facendo lentamente scivolare sulla mia mano e tra le dita; non mi ero poi nemmeno accorto che si era accesa una sigaretta, ma ora ne percepisco il calore, mentre la avvicina alla mia mano sinistra, sempre guardandomi fisso negli occhi, pezzetti di cenere calda cadono sul dorso della mia mano, poi comincio a sentire il calore della brace.
L'insieme delle sensazioni è tremendo e al tempo stesso sublime, l'eccitazione al contatto del suo piede che nonostante tutto non accenna a diminuire, il gelo su una mano, il fuoco sull'altra, la forzata immobilità che fa tendere i muscoli dolorosamente e soprattutto il suo sguardo, che non abbandona il mio per un istante, quegli occhi meravigliosi che esprimono mille emozioni insieme, desiderio, amore, crudeltà, divertimento, passione.
So che non potrò mai resistere, a meno che la mia mente non trovi rifugio altrove, ma dove?
Nulla riesce a deviare la mia attenzione da lei, ma, mentre mi chiedo in cosa io possa trovare rifugio, ecco la risposta, la mia poesia è la soluzione, quante poesie ho già scritto per lei ? Sempre meno di quante la sua bellezza e divinità possano mai meritare ma moltissime comunque, ed ecco, che nuove parole sgorgano dalla situazione alla mia mente...
" dolore, eccitazione
quale fa davvero male
quale dona piacere
gelo da lei
per cristallizzare ora
la mia passione in amore
fuoco da lei
per scaldare in lava
il gelo del mio cuore
carne da lei
per dare realtà
al sogno mio
tutto insieme
per far sì ch'io brami
solo Annalisa"
Ecco, ora che ho trovato il modo, posso resistere, sopportare il bruciore, e resistere alle impazienti sollecitazioni del suo piede, infatti, nemmeno io so quanto tempo è passato, improvvisamente, dopo un ultima forte strizzatina, il suo piede si allontana dal mio inguine, e mi accorgo che il ghiaccio sulla mia mano destra si è ormai sciolto, la sigaretta è già stata spenta nel posacenere e la sua mano scivola sotto la mia dolorante, il suo pollice accarezza le bruciature, e la sua voce melodiosa torna a accarezzare le mie orecchie:"sei stato bravo cucciolo, davvero bravo, ti meriti davvero di continuare la serata".
Ho la tentazione di muovermi, ma continuo a guardarla negli occhi, in fondo non mi ha ancora dato il permesso di farlo, infatti dopo un attimo, un suo sorriso e la sua voce mi liberano finalmente dall'obbligo :"sei molto attento oggi , ora puoi tornare a muoverti e a parlare".
Ci sono mille movimenti che vorrei fare ora, ma la prima cosa che mi viene naturale è stringere la sua mano nella mia e quel contatto è così emozionante da farmi dimenticare ogni dolore delle bruciature, e da darmi il coraggio di prendere un iniziativa, ben sapendo che se non sarà apprezzata, la punizione potrà essere tremenda, e che probabilmente una qualche punizione la subirò comunque; in quel momento è appena iniziata una canzone lenta che so lei adora, Annalee dei Dream Theater, quindi mi alzo in piedi, sempre tenendole la mano, sfidando il suo sguardo perplesso e incuriosito e la invito ad alzarsi; le bacio delicatamente il dorso della mano, la abbraccio lentamente, e incomincio a ballare accanto al tavolo, stringendola a me, senza curami delle occhiate curiose che arrivano dalle altre persone nel locale, e osservo ammaliato il suo viso mentre la sua espressione passa dal curioso e sorpreso al divertito e le sue labbra si atteggiano in un sorriso malizioso e incredibilmente attraente mentre avvicina di più il suo corpo al mio, stringendomi a sé e sussurrandomi all'orecchio :"molto divertente cucciolo, apprezzo la tua idea, ma sai che non te la caverai facilmente ora, vero? ".
Le faccio un semplice cenno di assenso con la testa e le sorrido "principessa, questo momento magico vale qualsiasi punizione" e mi lascio trasportare da lei nella danza, lenta e sensuale; ormai è lei che, dopo il momento di sorpresa iniziale, ha preso il comando della situazione e ora mi provoca, penso anche divertita ed eccitata dagli sguardi curiosi e divertiti delle altre persone nel locale; il suo corpo perfetto scivola contro il mio, riportandomi in uno stato di eccitazione, ma la cosa più straziante è il movimento della sua bocca, che lentamente, languidamente si avvicina alla mia leggermente socchiusa restando vicinissima, tanto da sentire il suo respiro fondersi nel mio, da far pensare che non possa far altro che baciarmi, ma il bacio non arriva indugiando sempre nell'attesa, sento quasi il calore delle sue labbra con le mie, basterebbe che le protendessi appena per farle entrare in contatto con le sue, ma sa che non posso farlo, ho già osato fin troppo stasera e non perdonerebbe un'altra infrazione.
Così resto lì, stretto a lei a seguire lentamente la musica, straziandomi in quell'attimo sublime che è il momento in cui le labbra della tua amata si avvicinano così tanto e tu sai che lei sta per baciarti, un istante che forse è ancora più bello ed emozionante del bacio stesso, ma che per me ora è peggio di mille aghi stillanti veleno, consapevole come sono che le nostre labbra non si congiungeranno; poco dopo termina la musica e Annalisa, dopo aver respirato un ultima volta sulle mie labbra frementi, si stacca da me, dicendo :"ora vai a pagare, è ora di andare, io ti aspetto all'ingresso".
Usciamo dal locale avviandoci verso il parcheggio, quando lei si ferma dietro di me:"ora cammina verso la macchina avanti a me, non girarti e non parlare", obbedisco al suo ordine e mi avvio, sento il ritmo dei suoi tacchi battere dietro di me sull'asfalto e il pensiero dei suoi piedi stupendi e delle sue gambe così belle e sensuali si contrappone alla consapevolezza che nella sua mente sta già prendendo forma una nuova punizione, e ciò che in fondo non manca mai di stupirmi dal momento in cui l'ho conosciuta e ho deciso di essere suo, è il fatto che non so nemmeno io quanto tutto questo mi spaventi o in realtà mi piaccia da morire.
Arrivo alla macchina, inserisco la chiave, sto per aprire quando la sua voce mi blocca :"fermo adesso, e non aprire la portiera", mi immobilizzo, lascio la chiave nella serratura e abbasso le braccia, in attesa delle sue prossime parole: "ora resta lì in piedi e togliti la camicia", resto un attimo sorpreso, poi lentamente comincio a slacciare i bottoni della camicia, visto che non ha specificato il modo, lo faccio lentamente per farle gustare ogni attimo, poi abbasso le braccia e la lascio scivolare giù dalle spalle, afferrandola dietro, con la mano destra, prima che cada a terra e l'appendo alla chiave che è ancora inserita nella portiera; mentre improvviso questo spogliarello, mi accorgo che non siamo soli nel parcheggio, il mio sguardo incrocia per un attimo quello di tre ragazze che stanno avviandosi verso il locale, queste ci guardano stupite, poi parlottano tra loro ridacchiando e vedo che rallentano il passo, probabilmente curiose di vedere che sta succedendo.
Poi la voce della mia padrona interrompe questi pensieri :"ora sfilati la cintura con la mano destra e tienila alta con il braccio teso di fianco a te".
Piano mi slaccio la cintura, e faccio come mi ha ordinato, incominciando a pentirmi di aver indossato proprio la cintura di pitone azzurra, una delle più spesse e pesanti
Con la mano destra sfilo con un unico movimento la cintura e la protendo a destra, lasciandola penzolare, resto lì per un pò, finché sento la sua mano che si impadronisce della mia cintura e sento il suo respiro, dietro me, i miei occhi scrutano intorno, e oltre alle tre ragazze, ora ammutolite e ferme a guardare, mi sembra di vedere altre persone nel parcheggio, forse più lontane e di sentire qualche risolino senza però capirne la provenienza, ma i miei pensieri vengono bruscamente interrotti dal primo sonoro colpo che Annalisa vibra sulla mia schiena nuda; mi sfugge un breve gemito, più per la sorpresa che altro; in fondo non fa molto male, ma lo schiocco è sonoro e si sente molto forte.
Le ragazze ora stanno parlottando fitto tra loro, non riesco a sentire che dicono ma immagino i loro commenti, mentre la seconda cinghiata mi colpisce più in basso facendo un pò più male e sento altre risatine in lontananza, ma tutto quello che c'è al di fuori di me e lei, non ha alcuna importanza, io l'amo; l'amo quando mi chiama cucciolo, quando mi bacia, quando mi schiaffeggia, quando mi umilia, quando mi ama, amo il dolore e il piacere che mi dà l'essere suo e so che non potrei mai appartenere ad un altra, lei è unica, è la mia principessa, il mio sole, le mie stelle e la mia vita e mentre questi pensieri mi attraversano gli altri colpi sono come carezze, come languidi sospiri, come baci appassionati.
Poi tutto finisce, non so nemmeno dire quanti colpi mi ha inflitto, forse dieci, forse di più, ma in fondo avrei voluto che non si fermasse mai, perché ogni frustata mi ricordava che lei era lì, accanto a me, per me, e finché avesse continuato saremmo stati come soli nell'universo, due anime perdute che insieme tornano a volare; ma è la sua voce che mi riporta sulla terra, come un angelo caduto che anche con il dolore scopre per la prima volta le passioni umane :" ora basta cucciolo, direi che sei perdonato, rimettiti la camicia e andiamo".
Lentamente mi rivesto, senza curarmi delle occhiate che mi lanciano quelli che hanno assistito alla punizione, e saliamo in macchina; appoggiare la schiena al sedile fa un pò male, ma la sua presenza accanto a me lenisce ogni dolore, guardo il suo volto ed è come fissare la bellezza del mondo in uno sguardo.
Così partiamo, verso la sua casa, e verso una serata con lei, che senza dubbio, qualsiasi cosa succederà, sarà così meravigliosa da restare, come ogni istante con lei, scolpito indelebilmente nel libro della mia vita.
A casa di Annalisa
Finalmente arriviamo a casa di Annalisa, scendo rapidamente dalla macchina e le apro la portiera, senza per altro riuscire ad evitare di posare a lungo il mio sguardo sulle sue gambe meravigliose, mentre scende lentamente e maliziosamente dalla macchina, ma per fortuna non da' segno di essersene accorta e dopo essere scesa mi precede verso casa sua.
Entriamo in casa, la casa è molto carina e accogliente, ma riesco solo a gettarle uno sguardo distratto, ammaliato come sono dalla presenza della mia Principessa che mi precede nella sua stanza, voltandosi poi verso di me e dicendomi: "ora cucciolo, io vado a farmi una doccia veloce e a cambiarmi, tu però aspettami qui, in piedi, e spogliati tutto nel frattempo" e con un sorriso malizioso e una risatina si allontana verso il corridoio, lasciando la porta socchiusa.
Resto un attimo bloccato, immobile, poi inizio a spogliarmi e posare i vestiti su una sedia accanto al letto; dopo pochi attimi mi ritrovo solo, nudo, in piedi nella sua stanza ad attendere il suo ritorno; la sensazione che mi avvolge è soprattutto un forte senso di ridicolo, in piedi, nudo non riesco a decidere nemmeno in che posizione attenderla, mi sento estremamente stupido qualsiasi cosa faccia ed è una sensazione più umiliante delle cinghiate in pubblico, soprattutto non so come mettere le mani, provo ad incrociarle sul petto, ma è terribile, le lascio giù lungo il corpo, ma è come essere un militare nudo sull'attenti, e tutto questo mi fa comprendere che anche con questa richiesta, la mia Padrona mi sta insegnando umiltà e sottomissione; inoltre quella sua frase sul cambiarsi, si agita impazzita nella mia mente mostrandomi mille idee su quale potrà essere il suo abbigliamento quando rientrerà, i molti racconti e le molte immagini di Mistress si affollano in me portandomi ad immaginarla ora con stretti abiti in pelle nera e lunghi stivali con tacchi alti, ora in strani vestiti costellati di borchie e catene o stretti tubini in latex, temo di vederla entrare con fruste o altri dolorosi strumenti in mano, ma improvvisamente, lo scroscio dell'acqua della doccia interrompe le mie farneticazioni; il rumore si sente troppo chiaro, immagino che abbia lasciato aperte tutte le porte e l'idea di saperla così vulnerabile ai miei sguardi e nello stesso tempo così sicura della mia obbedienza al suo ordine di restare dove sono mi fa letteralmente impazzire, come mi sconvolge il pensiero di lei, la stupenda e dolce Annalisa, che ora nuda sotto la doccia è accarezzata dall'acqua.
Chiudo gli occhi e mi sembra di vederla, il suo viso che sale sorridente verso il getto scrosciante, rivoli tiepidi le scivolano lungo il corpo giocando con la schiuma bianca di cui è ricoperta, i candidi seni velati di spuma, la corrente impetuosa che scorre tra le sue scapole, lungo la schiena, per scomparire tra le gambe delineando il sedere più bello che abbia mai visto, novella Naiade che danza un lento e sensuale ballo in una polla di montagna sotto la cascata di un limpido e puro ruscello.
Pensare a lei mi ha riportato in uno stato di eccitazione e nel momento in cui me ne rendo conto sento anche uno strano silenzio, l'acqua non scorre più chissà da quanto tempo e il suo arrivo deve essere imminente, cerco di rilassarmi e spegnere la mia immaginazione ma ormai la sua immagine nuda nell'acqua si sovrappone alle visioni di lei in abiti sadomaso aggravando ulteriormente la mia situazione.
Finché vedo la porta aprirsi e Annalisa apparire, e mi accorgo di sorridere quasi involontariamente per la sciocchezza dei pensieri fatti riguardo il suo possibile abbigliamento, perché la mia stupenda principessa è semplicemente avvolta in un corto accappatoio di spugna bianco come un angelo uscito da una nuvola, i lunghi riccioli rossi ancora bagnati che segnano il candido volto come lucide pennellate di un ispirato Picasso, gli occhi grandi e luminosi che sembrano promettere mille emozioni, le gambe lunghe e perfette che naturalmente sensuali si avvicinano a me; poi i nostri sguardi si incrociano e, di fronte a me in piedi, nudo, con un sorriso ridicolo e visibilmente eccitato, lei scoppia in una allegra e squillante risata alla quale mi unisco senza pensarci, sentendo in quel momento tra noi una complicità, un senso di appartenenza dell'uno all'altra mai provato prima come se non ci fosse più dominante e sottomesso ma due anime unite da un legame più profondo di quanto si possa anche immaginare.
Tutto questo dura però solo un battere d'ali di farfalla, perché subito dopo la sua risata lentamente si spegne, le sue labbra tornano a farsi maliziosamente appena sorridenti ed i suoi occhi da innocenti e divertiti tornano ad avere quello stupendo lampo di malizia e potere che fa battere così forte il mio cuore ogni volta che la guardo, e mentre ricomincia ad avvicinarsi a me, come una Mantide regina in trepidante attesa di cibarsi dell'amante appena terminato il piacere, capisco ancora una volta come non siano abiti strani o frasi ad effetto a fare di una donna una vera dominatrice, ma come il solo suo sguardo, l'espressione e il suo incedere urlino a tutti i miei sensi che sono suo e non potrei essere altro che suo al mondo.
Si avvicina lentamente a me, sento il dolce profumo del bagnoschiuma alla mela verde che deve aver appena usato insieme all'ancora più soave e inconfondibile profumo della sua pelle, la sua mano destra sfiora il mio petto e la mia spalla mentre Annalisa scivola lentamente dietro di me; sento le sue mani che accarezzando le mie spalle scendono lungo la schiena, le sue dita sottili e le sue unghie seguire i segni rossi lasciati dai colpi di cintura del parcheggio mentre con voce bassa e leggermente canzonatoria mi dice:" e bravo cucciolo, ma non vorrai mica rovinare tutto con quella impazienza che vedo davanti a te" , io sto per risponderle quando sento la sua mano posarsi piano sulle mie labbra, "no, non parlare, lascia che sia io a parlare a meno che non ti chieda di rispondermi".
Resto zitto, seguendo il più possibile con le labbra la sua mano che si allontana per prolungare quel languido contatto il più possibile, mentre sento il suo respiro lieve e caldo sul mio collo, poi una fascia di seta chiara scende da dietro sui miei occhi togliendomi la possibilità di vedere.
Il suo profumo aggredisce sempre di più i miei sensi mentre sento le sue labbra che sfiorano la pelle delicata della nuca fino a che dei piccoli morsi, prima dolci e leggeri, poi sempre più profondi e dolorosi scuotono con brividi intensi tutto il mio corpo.
Le sue mani si posano sulle mie e lentamente mi attira le braccia dietro la schiena dove vengono immobilizzate da un altro foulard che Annalisa lega intorno ai miei polsi.
Lentamente la sua bocca scende lungo la mia schiena lasciando profonde tracce del suo passaggio lungo la colonna vertebrale mentre le sue mani scivolano sfiorandomi lungo i miei fianchi unendo al dolore dei morsi la sensazione insopportabile di un solletico tanto leggero da risultare quasi impercettibile, sento ogni muscolo del mio corpo irrigidirsi per la tensione e le mie mani stringersi a pugno mentre i morsi si spostano lungo la mia coscia; la sento spostarsi davanti a me, abbasso il volto ma non posso vederla anche se sento le sue labbra e i suoi denti avvicinarsi al mio inguine lungo l'interno della coscia, i morsi qui sono molto dolorosi e faccio fatica a restare dritto in piedi mentre mi sforzo di tenere le gambe ferme.
Le sue mani stringono forte i miei glutei, mentre sento il suo respiro caldo sul mio membro enormemente eccitato, ma naturalmente lei non lo sfiora nemmeno, prolungando la mia aspettativa mordendomi la pancia e poi risalendo lungo il petto fino ad arrivare con la bocca sui miei capezzoli, addentandoli avidamente e arrecandomi un dolore che fatico veramente a sopportare, per poi avvicinare il suo volto al mio.
Ora la sua bocca è davanti al mio viso, non posso vederla ma sento il suo respiro confondersi con il mio, odo il lieve ansimare del suo naso e il suo profumo mi invade completamente il cervello; la consapevolezza delle sue morbide e dolci labbra a pochi millimetri dalle mie rende l'attesa della sua prossima mossa veramente snervante. Inconsciamente mi passo la lingua tra le labbra per calmare l'arsura che mi sta prendendo e in quel momento la sua bocca prepotentemente prende possesso della mia, con una forza e un avidità incredibili come se dovesse spegnere una sete davvero inestinguibile.
La sua lingua fresca e pungente penetra la mia bocca con violenza, in profondità, come volesse reclamarne il possesso con un feroce amplesso, intanto il suo corpo è stretto al mio, la sua mano destra premuta con forza dietro il mio collo e la mia erezione spinge contro il suo fianco a contatto dell'accappatoio; ma la cosa che mi distrugge di più e non poterla abbracciare e stringere a me mentre mi bacia.
L'altra sua mano raggiunge la destra intorno al mio collo, le sue dita premono la mia pelle e risalgono ai lati della testa stringendola mentre la sua bocca comincia a staccarsi e ricongiungersi alla mia con rapidi scatti afferrando le mie labbra tra i denti come se, attraverso queste, volesse divorare davvero la mia anima.
Infine si stacca da me, sento il suo respiro profondo per alcuni secondi e poi la sua mano si chiude improvvisa e con forza intorno al mio membro che inizia a pulsare in quella morsa come un puledro imbizzarrito, mentre Annalisa, senza fare altro che stringere torna a parlare: "mmmm.... dobbiamo fare qualcosa per questo cattivello, non dovrebbe comportarsi così arditamente, senza il minimo rispetto per la mia posizione, come se fossi una delle troiette che ha avuto prima di conoscere e comprendere la sua vera posizione", quindi lascia improvvisa la presa posando la mano sulla mia testa "ora giù, in ginocchio davanti alla tua Principessa".
Mi inginocchio davanti a lei con un pò di fatica per via delle mani ancora legate, abbasso la testa percependo di fronte a me il profumo delle sue gambe e sento il morbido fruscio dell'accappatoio che scivola a terra alle sue spalle, ora so che è nuda davanti a me e non poterla guardare è la peggiore tortura che potesse infliggermi, lasciandomi cieco a sentire il calore e il profumo delle sue gambe senza poter posare i miei occhi sulle sue dolci e stupende forme.
Naturalmente capisco quello che si aspetta da me, e inizio a baciare dolcemente i suoi candidi piedini, lambendoli delicatamente con la lingua, assaporandone la dolcezza con calma, per poi lentamente passare a leccare le sue sottili caviglie e risalire piano lungo i polpacci; so che sarà lei a fermarmi quando lo riterrà opportuno perciò dedico tutta la mia attenzione a baciare ogni centimetro della sua pelle di seta, sfiorandola con il naso e le guance, attento a non pungerla con il pizzetto.
Risalgo lungo le cosce, ne sento i muscoli in tensione sotto la mia lingua, segno del piacere che le sto dando e lentamente mi avvicino al suo inguine; ormai ne sento prepotente il profumo che invade le mie narici attirandomi come nettare per un ape e finalmente le mie labbra si posano sulle sue dell'amore, umide, dolci come miele di acacia e leggermente tremanti di eccitazione.
La mia bocca avvolge il suo frutto proibito, la mia lingua inizia ad esplorare la sua intimità dardeggiando come fiamma impazzita, la punta del mio naso a stimolare il suo clitoride, mentre la mia bocca segue il ritmi dei lievi movimenti del suo bacino, prima lenti, poi sempre più rapidi e frenetici, scanditi anche dalla stretta delle sue mani sulla mia nuca.
Il respiro di Annalisa si fa sempre più ansimante mentre gocce della sua dolcezza scorrono sulle mie labbra imperlandomi i corti baffi, finché, stringendo il mio volto tra le sue cosce, è sconvolta dalle contrazioni dell'orgasmo che si trasmette, come un onda in tempesta, alla mia bocca, felice ed estasiata di averla soddisfatta così.
Ora le sue mani appoggiano pesantemente sulle mie spalle, per sorreggersi mentre con mio dispiacere allontana la sua rosa purpurea dal mio viso e la sento abbassarsi piano di fronte a me, poi per un attimo la sua fronte imperlata di fini goccioline si appoggia alla mia spalla permettendomi di sfiorare con un bacio la sua tempia in un altro attimo di fugace affetto mentre le sue braccia mi avvolgono e le sue mani sciolgono il nodo che blocca i miei polsi.
Porto delicatamente le mie mani avanti, e l'abbraccio piano, sfiorando il suo collo sottile e delicato con il palmo, scendendo piano lungo la schiena ancora scossa da piccoli brividi, ma subito la sua voce torna al suo tono abituale mentre si rialza prendendomi le mani tra le sue: "aspetta cucciolo, non ho ancora finito con te stasera", e dicendo così mi conduce al suo letto; con un solo gesto tira via le coperte e mi fa sdraiare supino allargandomi le braccia e le gambe ai lati del piccolo letto.
La sento prima aprire un cassetto e poi muoversi intorno a me mentre lega prima le mie mani poi i miei piedi alle gambe del letto con delle sottili e morbide corde, ormai non ricordo più da quanto sono bendato, l'oscurità è da tempo padrona dei miei occhi, ma è come se la vedessi mentre mi immobilizza completamente, rendendomi ora per la prima volta davvero indifeso di fronte a lei.
Dopo un attimo di silenzio sento lo sfregamento di un accendino e l'inconfondibile odore di una candela accesa, la sua mano si avvicina alla mia gamba, accarezzandola mentre una goccia di cera bollente cade sul dorso del mio piede facendomi scappare un breve lamento, poi lentamente la pioggia di goccioline roventi inizia a risalire la gamba, come a tracciare una rossa linea fino a raggiungere il mio fianco per poi incurvarsi lungo il ventre e ridiscendere verso l'altro piede, come a tracciare misteriosi confini lungo il mio corpo; il bruciore non è molto forte e ogni goccia che cade, dolore e piacere insieme, è come un suo bacio di possesso, come se le rosse gocce sigillassero per Annalisa l'esclusiva proprietà del mio corpo.
La colata si interrompe una volta raggiunto il piede sinistro, per riprendere poi in una cascata improvvisa nel mio ombelico, facendomi sussultare e gemere mentre la linea vermiglia risale rovente lungo il mio petto, indugiando sui capezzoli che, già doloranti per i morsi, ora mi bruciano tanto da farmi irrigidire e tirare le corde che mi bloccano le mani; poi la calda linea di cera scorre lungo la mia spalla ed il braccio fino a raggiungere la mano e colare tra pollice e indice come un tatuaggio tribale, per poi ripetere la stessa operazione lungo l'altro braccio, mentre gli unici rumori sono i miei gemiti trattenuti e i suoi leggeri ansiti di piacere; infine la sua mano libera spinge piano indietro la mia testa mentre la candela, rossa come la mia passione, incide con il suo caldo liquido una grande A sulla delicata pelle del collo, come a porre il sigillo finale sul dominio della mia Padrona.
Un lungo attimo di immobilità e silenzio scende nella stanza, poi, un suo languido soffio, l'odore acre dello stoppino appena spento e il rumore della candela che rotola a terra interrompono quell'onirico momento e, mentre il mio volto ancora cieco si muove lentamente intorno, le sue labbra si posano delicatamente sulle mie per un leggero bacio cui seguono le sue parole, quasi irreali dopo tutto quel silenzio: "ora Michele, sei davvero mio, completamente mio, esclusivamente mio".
Sento le corde che legano le mie gambe liberarsi e Annalisa salire sul letto sopra di me, le sue gambe stringersi ai lati delle mie e la sua mano impugnare il mio membro ancora tremendamente eccitato per guidarlo delicatamente dentro di sé, finché un suo lungo e sensuale gemito consacra la mia penetrazione nel profondo della sua intimità, straordinariamente umida e piacevolmente calda.
Il suo petto si avvicina aderendo al mio con i suoi rosei capezzoli eretti che stuzzicano i miei ancora doloranti; poi la sua bocca riprende possesso della mia con mille profondi e aggressivi baci, a volte languidi e a volte arrabbiati, mentre i suoi movimenti lenti fanno scivolare il mio marmoreo membro dentro e fuori il suo dolce frutto.
Sopraffatto dall'eccitazione e sul punto di scoppiare vorrei disperatamente poterla abbracciare, ma le mie mani sono sempre immobilizzate e non posso che seguire con il bacino i suoi movimenti sempre più ritmici e rapidi, finché, dopo una danza sempre più frenetica, non la sento inarcarsi urlando e in un unico movimento strapparmi la benda dagli occhi, per ridarmi la vista nel momento supremo in cui uno straripante e contemporaneo orgasmo lega inseparabilmente le nostre anime e le sue contrazioni si espandono attraverso i nostri corpi uniti.
Così la vedo finalmente, nuda e bellissima, le cosce forti strette intorno alle mie gambe, il seno stupendamente fiero ed eretto con i suoi piccoli e dolci capezzoli rosa ancora spietatamente eccitati, pezzetti di cera rossa che aderiscono al suo liscio e palpitante corpo come mosaico a rappresentare il potere solo suo di spezzare i sigilli che mi legano, i riccioli rossi ondeggianti, sparsi ad incoronare di fiamme il volto arrossato, lucido e trasfigurato in questo momento di estasi, e infine i suoi meravigliosi occhi azzurri che ora avvolgono i miei come un mare tempestoso con uno sguardo che unisce passione, potere e amore insieme.
Resta per un lungo attimo a guardarmi, come se volesse assicurarsi che è tutto davvero reale, quindi languidamente si sdraia su di me baciandomi piano il collo e allungandosi a sciogliere i nodi che fissano i miei polsi alle corde, poi, la testa appoggiata sulla mia spalla e il corpo aderente al mio fianco, avvicina la bocca al mio orecchio, mentre io finalmente posso circondare con le braccia il suo liscio corpo per sentirla un pò mia, e in un sussurro la sua voce delizia la mia anima: "ti voglio bene cucciolo, davvero tanto, ora stringimi".
La stringo a me, avvicino le mie labbra sulle sue, parlando per la prima volta da non so più quanto tempo: "ti voglio bene Annalisa", e queste quattro semplici parole esprimono più di ogni altra cosa il totale e completo legame che mi unisce a lei, poi la bacio appassionatamente, come se volessi donare a lei ogni ultimo respiro e tutta la mia anima; un bacio lungo, dolce, sensuale che mi riporta rapidamente in erezione, mentre la sua gamba scivola piano, ritmicamente ad accarezzare la mia.
Continuando a baciarla mi sposto delicatamente sopra di lei, tra le sue gambe, e penetro nuovamente, con dolcezza la sua intimità, ora lei mi lascia fare, ho l'iniziativa e l'apparente controllo ma dentro di me sento che in questo momento sono forse ancora più suo schiavo che in qualsiasi altro momento passato insieme, schiavo della sua bellezza, della sua personalità, della sua sensualità e della sua penetrante mente cui la mia è ormai fermamente e perennemente legata.
I miei movimenti dentro di lei sono lenti e ritmati, le nostre bocche legate in un gioco di leggeri morsi, languide carezze e appassionate profondità, le mie mani accarezzano i suoi seni, creando illusorie spirali di piacere intorno ai suoi capezzoli mentre le sue gambe si legano forte intorno ai miei fianchi e le sue mani stringono e pizzicano la pelle della mia schiena, lasciando lievi striature con le corte unghie; poi il suo respiro si fa più affannoso, la sua stretta più forte indicandomi chiaramente che sta per raggiungere nuovamente l'orgasmo e consentendomi di accelerare il ritmo penetrandola ancora più profondamente fino a raggiungere un'altra simultanea esplosione di piacere che ci lascia sazi, stremati e stretti vicini uno all'altra.
Restiamo fermi, a guardarci negli occhi per qualche minuto, mentre il nostro respiro torna lento e silenzioso, poi Annalisa si allunga verso il fondo del letto, afferra la coperta e la tira sù di noi, passa una gamba piano tra le mie, allunga il braccio sul mio petto appoggiando la testa alla mia spalla sussurrandomi: "buonanotte cucciolo, a domani" , poi chiude gli occhi e sento il suo corpo rilassarsi contro il mio; avvicino la bocca alla sua testa e poso piano le mie labbra sulla sua fronte dicendole: "buonanotte Principessa, che i tuoi sogni siano i più dolci e deliziosi che si possano immaginare", infine mi abbandono felice al sonno accanto a lei, con la meravigliosa consapevolezza che lei sarà la prima cosa che incontreranno i miei occhi quando si desteranno.
Strano risveglio
E' notte fonda, ma sono sveglio, troppi pensieri ed emozioni agitano la mia mente per consentirmi di riposare, e più cerco di rilassarmi più mi sento lucido e desto, accanto a me, sento il calore del corpo nudo di Annalisa, la sua pelle morbida e delicata che sfiora la mia risvegliando in me mai sopite passioni, i profumi della sua pelle, dei suoi capelli, e della sua femminilità si uniscono in un aroma soave che eccita il mio olfatto, tanto che, quasi senza accorgermene, avvicino il mio viso alla sua spalla sfiorandola con la punta del naso, per poi affondarlo nei suoi capelli come potessi imprimere indelebilmente questo profumo nella mia memoria, per poterlo poi richiamare ogni attimo in cui penserò a lei.
La stanza è appena rischiarata da una luce azzurrina che filtra dalla finestra socchiusa insieme ad una lieve brezza fresca, e questo lieve chiarore mi consente di seguire con lo sguardo il sinuoso profilo del suo corpo nudo, appena velato dal lenzuolo, di osservare il lento movimento del suo seno al ritmo dei battiti del cuore mentre il suo respiro produce appena un sussurro che spezza il totale silenzio del momento.
In questo momento la mia mente è schiacciata da talmente tanti pensieri da faticare ad assegnare loro un ordine logico, amore, passione, desiderio, si uniscono all'incredulità che ancora mi assale al pensiero dell'esperienza che sto vivendo, dei piaceri che ho provato in questa strana sottomissione, di quanto sia tremendamente eccitante sentirmi in suo potere, subire i suoi piaceri che tornano a me moltiplicati, ma insieme a tutto questo, un piccolo tarlo si insinua in me, un idea strana, che dovrei immediatamente scacciare, ma più cerco di pensare ad altro, più la fantasia galoppa sfrenata in visioni deliziose che mi invadono come se un altra persona si fosse impossessata dal mio corpo e come guidate da forze invisibili vedo le mie mani che sollevano piano il lenzuolo rivelando la nudità di Annalisa in tutta la sua bellezza, poi scendo piano dal letto e mi avvicino al mobile lì accanto, prendo 3 candele e le accendo posizionandole vicine sul comodino, illuminando con la loro luce diafana la principessa dormiente, resto per un attimo incantato a guardarla, sdraiata su un fianco, rivolta verso la parete, le candele appena ondeggianti al soffio che proviene dalla finestra, creano giochi di luce che sembrano accarezzare il suo sedere bellissimo e mi trovo a seguire più volte con lo sguardo il suo profilo, dal collo fino ai piedi, e poi di nuovo sù, senza riuscire a distogliere lo sguardo finché un suo movimento nel sonno mi desta da quella trance, mentre la vedo girarsi supina, con la mano sinistra a scivolare lungo il letto nel punto in cui fino a pochi momenti prima si trovava il mio corpo, come a cercarmi nel sonno.
Questo movimento sembra ridare coraggio alla mia folle idea, mi scuoto dal torpore che stava avvinghiando la mia volontà e mi riavvicino al letto,.
Senza il minimo rumore, raccolgo da terra le funi che sono ancora legate alle gambe del letto, e le poso accanto a lei, poi, con estrema delicatezza inizio a legare prima i suoi polsi, poi le sue caviglie alle corde, il cuore mi batte all'impazzata mentre stringo piano i nodi intorno alla sua liscia pelle, l'adrenalina sta divampando in me talmente forte da farmi tremare le mani e sento la mia gola talmente riarsa per l'eccitazione che berrei un fiume, ma nonostante la tensione completo senza destarla il mio compito tendendo poi piano le funi per lasciarla legata nella stessa posizione in cui mi ero trovato io non molte ore prima.
Ora ammiro il risultato del mio lavoro, e non posso che trovarla ancora più bella vista così in uno stato in cui mai l'avevo vista, e mai forse avevo immaginato avrei potuto ammirarla, ma ora, viene la parte più difficile, il momento della verità in cui capire se le molte intuizioni e sensazioni che ho avuto sono reali o solo un parto deforme della mia fantasia, quindi mi avvicino a lei, mi siedo sul letto accanto a lei e avvicino le mie labbra alle sue.
Le sue labbra sono calde al contatto delle mie, la mia lingua scivola lentamente in lei mentre nel dormiveglia inizia a rispondere al mio bacio, un attimo di dolce contatto tra le nostre lingue, poi la sua bocca si irrigidisce, mentre sento i muscoli delle sue braccia e delle sue gambe contrarsi tendendo le corde, i suoi occhi si spalancano stracciando il velo del sonno lanciando lampi di rabbia e incredulità mentre prende rapidamente coscienza della situazione in cui si trova.
La sua bocca si stacca violentemente dalla mia mentre con tono estremamente adirato inizia ad inveire contro di me : "ma sei impazzito? che cazzo ti sei messo in testa? sai che per questa cazzata ti punirò come non hai mai neppure immaginato vero? ", "Lo so principessa, e non vedo l'ora, ma ora non sono io quello che sarà punito come puoi vedere" , " tu sei completamente pazzo liberami subito se non vuoi che mi arrabbi davvero questa cosa non mi piace per nulla, hai capito?" , "non ti piace?, mi sembra che il tuo corpo la pensi in maniera diversa", le dico mentre la mia mano lentamente si avvolge intorno al suo seno e le mie dita si stringono intorno al suo capezzolo durissimo, la sua pelle è un brivido e il suo viso è rosso di collera, ma forse non solo per quello.
I miei occhi si posano sui suoi fissandoli, e vedo oltre alla rabbia, la sorpresa e il disagio che prova rendendosi conte che in effetti il suo corpo ha reagito in maniera da lei inaspettata alla situazione, il rossore delle sue guance aumenta mentre con espressione sempre furiosa tira con le braccia le corde, e mentre le mie mani accarezzano il suo corpo che non sembra affatto dispiaciuto dalla situazione.
Ora, rilassa i muscoli, abbandona un attimo la testa sul cuscino e torna a guardarmi : " dai cucciolo, ora basta, ti prego liberami e non ne parliamo più", " ma guarda guarda, ora siamo già molto più dolci con le parole, certo che posso liberarti, ma la domanda è, questo è davvero quello che vuoi? " e mentre le parlo con le labbra sfioro il suo ventre passando sull'ombelico e mi avvicino alle cosce, "perché vedi, io posso sentire benissimo il profumo della tua eccitazione, so cosa si prova nella tua situazione, e sento che anche tu stai provando emozioni intense, anche se vorresti negarlo, ma se vuoi, ora verrò lentamente verso le tue labbra, e le bacerò, e se vorrai interrompere tutto, non dovrai fare altro che rifiutare il mio bacio, ma se lo accetti, poi sarò sordo ad ogni tua supplica principessa".
Il mio volto risale piano verso il suo, i miei occhi non lasciano i suoi nemmeno per un attimo, cercando di leggere nel suo sguardo quale decisione prenderà, mentre passo sul suo seno le mie labbra sfiorano i suoi capezzoli, ancora duri, soffermandosi un attimo, per prenderne uno delicatamente tra i denti, stringendolo piano piano per vedere la rabbia nei suoi occhi ma anche l'eccitazione sul suo viso e le sue labbra che si stringono come volesse mordersele e il suo respiro farsi più rapido, poi con un'ultima leggera leccata lascio libero il capezzolo e risalgo tra i seni e lungo il suo collo fino a trovarmi a pochi millimetri dalle sue labbra, sempre fissandola profondamente nel mare azzurro impenetrabile dei suoi occhi, nei quali vedo rabbia, desiderio, e soprattutto sfida, lei sa che l'ho sfidata ora e vedo tutti i dubbi e le paure mischiarsi al desiderio di capire perché si sente così eccitata da questa situazione la voglia di dimostrarmi che lei è migliore in tutto, anche in questo.
Le mie labbra si avvicinano ancora alle sue, ora sento il suo respiro sulle mie labbra, mentre i miei occhi non si distaccano dai suoi, il tempo sembra interminabile mentre aspetto di vedere se distoglierà il volto dal mio, ma le mie labbra si posano sulle sue, ne prendono possesso e le nostre lingue si intrecciano in un lungo bacio appassionato.
Ora capisco di aver visto bene sotto la sua maschera forte, e di aver trovato la sua più nascosta fantasia, mentre la bacio le mie mani si stringono sui suoi seni e le dita sui suoi capezzoli, seni abituati da sempre solo a dolci carezze, e infinite attenzioni, sento nella sua bocca il suo dolore misto al suo piacere, che si espande mentre le sue labbra stringono le mie in un abbraccio violento e la sua lingua sembra voler urlare al suo posto contro la mia.
A malincuore allontano la mia bocca dalla sua per osservarla di nuovo, il suo sguardo è ancora un misto di rabbia e ferocia, ma il colore del suo viso non nasconde l'eccitazione che la sta travolgendo e il suo corpo è percorso da un mare di fremiti involontari che come onde impazzite spezzano tutti i suoi argini mentali.
Riavvicino le mie labbra baciandole il collo, prima delicatamente, poi permettendo ai miei denti di indugiare sempre di più sulla sua candida pelle della quale sento l'elasticità, la morbidezza e il sapore dolce, i brividi e tremiti che l'attraversano ogni volta che la stringo più forte sembrano espandersi nella mia bocca e mi accorgo quasi sgomento che è una sensazione davvero esaltante, il ricordo del misto di dolore e piacere che provo io quando i suoi morsi lacerano appena il mio corpo si unisce alla sublime sensazione di sentire lei ora sottomessa alle stesse emozioni.
Con lenti e misurati morsi scendo lungo la sua gola raggiungendo il seno e i capezzoli che rosei e turgidissimi sembrano volersi staccare dal corpo di Annalisa per raggiungere la mia bocca, che voracemente si getta su di essi, aggredendoli con un combinato attacco di denti e lingua fino a lasciarli duri e doloranti, mentre sento distintamente i gemiti di piacere a stento trattenuti della mia padrona ora schiava del suo stesso orgoglio.
Improvvisamente mi alzo dal letto, e ritorno ad osservarla silenzioso, impiega un lungo attimo a riprendere il controllo sul proprio respiro, che da affannoso ritorna lentamente normale, mentre i nostri sguardi tornano a congiungersi.
Non posso non vedere le lente e ritmiche contrazioni che muovono le sue cosce ed il suo ventre, lei nota cosa ha attirato la mia attenzione e stringendo le labbra quasi con rabbia immobilizza il suo corpo, per poi riguardarmi con aria di sfida, anche se la sua eccitazione è così evidente da trasparire in ogni parte del suo corpo stupendo.
Sempre guardandola negli occhi mi avvicino al comodino e con movimenti delicati prendo una delle candele rosse e avanzo verso di lei, che ora ha uno sguardo un po' agitato, mi siedo sul lato del letto e appoggio la mia mano sinistra sulla sua, ancora chiusa a pugno, facendola aprire lentamente, poi con il dito inizio a tracciare piccole spirali sul suo palmo, mentre avvicino la candela.
La cera rossa ribolle traslucida nella vasca che si è formata intorno allo stoppino acceso e guardarla è quasi ipnotico, il ricordo della sensazione di quelle gocce calde su di me e dell'eccitazione provata è ancora vivido in me e mi accorgo che è talmente simile alla sensazione di eccitazione che provo ora al pensiero di lasciare cadere quelle gocce di lava sulla sua candida e liscia pelle da farmi finalmente comprendere quanto in realtà i nostri piaceri siano strettamente collegati in ogni attimo.
Avvicino la candela e le prime goccioline iniziano a macchiare di rosso il suo palmo che sussulta ma resta stoicamente aperto, osservandola vedo paura e piacere nei suoi occhi mentre con i denti tormenta il suo labbro inferiore; giro poi piano intorno al letto per ripetere l'operazione sull'altra mano, accompagnato dal suo respiro che si è fatto nuovamente affannoso, poi avvicino la candela ai suoi stupendi piccoli seni tracciando sottili spirali rosse intorno ad entrambi mentre lei trattiene a stento i lamenti che diventano gemiti quando le gocce roventi prima si tuffano come cascata nel suo piccolo ombelico e poi velano di rosso trasparente l'interno bianchissimo delle sue morbide cosce, per poi terminare, sempre osservandola negli occhi, spegnendo lentamente la candela con il palmo della mia mano sinistra per condividere con lei dolore e piacere di quel momento.
*** E' proprio buttando poi a terra la candela spenta che mi accorgo di essere tremendamente eccitato, chissà da quanto tempo, e noto che anche lei ha ripreso quei piccoli inconsci movimenti pelvici che indicano il suo desiderio, mi avvicino quindi alle sue gambe slegandole, per poi avvicinare il mio viso al suo inguine, il suo profumo è molto forte e la sua grande eccitazione evidente, mentre la mia bocca si impossessa avidamente del suo dolce frutto alternando sapientemente lenti e profondi baci a dolorosi mordicchiamenti concentrati soprattutto sul suo eccitatissimo clitoride, causandole forti contrazioni e gemiti che ormai incontrollati sfociano in forti gemiti di liberazione, dolore ed estasi, fino a culminare in un lungo urlo nel momento dell'orgasmo così a lungo atteso.
Mentre è agitata dalle contrazioni del piacere, la mia bocca e miei denti continuano a sollecitare i suoi punti sensibili e a strapparle gemiti e urla, fino a lasciarla spossata, continuando lentamente ad esplorare la sua intimità con anche l'aiuto della mia mano,, soffermandomi sempre più a lungo sulla sua piccola verginità posteriore, so, per via di confessioni fattemi durante il gioco dell'elastico, che in realtà prova il desiderio di provare ad essere penetrata anche lì, ma la sua natura dominante non ha mai ceduto su quel punto che ritiene una concessione troppo grande, ma ora è legata, sottomessa e in mio potere; per la prima volta nella sua vita può essere davvero posseduta anima e corpo.
Questi pensieri devono attraversare anche la sua mente, perché vedo la paura e l'eccitazione lampeggiare dai suoi occhi mentre, inginocchiato sul letto, sollevo il volto dal suo grembo e lentamente alzo le sue stupende e sinuose gambe appoggiando i suoi polpacci alle mie spalle e appoggio molto delicatamente il mio membro marmoreo al suo ano.
I suoi occhi di ghiaccio incontrano i miei mentre inizio a fare una lenta ma costante pressione, vedo la sua bocca aprirsi ma l'unico suono che esce è un gemito misto di piacere e dolore quando inizio a penetrare dentro di lei, sembra che il tempo si sia quasi fermato, come fosse dilatato, fin quando penetro interamente nel suo corpo; le mie mani, contratte dall'eccitazione stringono forte le sue ginocchia mentre le sue gambe si stringono intorno al mio collo quasi con violenza.
Dopo un attimo immobile dentro di lei, inizio lenti e ritmati movimenti, sempre guardandola negli occhi, ma ormai il suo sguardo è perso e velato dall'eccitazione, la sua testa oscilla veloce a destra e sinistra mentre le sue braccia si agitano tendendo terribilmente la corda che fissa ancora le sue mani al letto; con l'accelerare del mio movimento le sue gambe irrigidite stringono sempre più impazzite la mia testa e la sua bocca lancia lunghi lamenti inframmezzati da sospiri sfrenati, sento che il nostro piacere si avvicina, ma una piccola parte di me non può fare a meno di pensare, che terminata questa breve e irripetibile parentesi tornerò ad essere totalmente suo e che sicuramente subirò più e più volte la penetrazione che sto infliggendo a lei ora; ed è con la mente invasa da questo pensiero ugualmente spaventoso ed eccitante che esplodo insieme a lei in un lungo e meraviglioso orgasmo accompagnato dalle sue alte grida e dai miei profondi ansiti.
Restiamo poi a lungo immobili, il respiro che da ansimante si fa sempre più lento, il rossore che scema piano dai nostri volti, i nostri sguardi che lentamente focalizzano l'uno quello dell'altro; poi i suoi occhi che da languidi e assenti tornano lucidi e feroci sanciscono, come un colpo di cannone la fine di tutto, voltando appena la testa poso un ultimo piccolo bacio alla sua gamba sinistra e scivolando dolcemente sopra di lei allungo le mani verso i suoi polsi liberandoli, distolgo lo sguardo dai suoi occhi e attendo, con il cuore in gola quello che succederà.
Le sue mani, piano si avvicinano al mio collo, le sento stringere un pò lungo le spalle, poi Annalisa mi abbraccia forte, con possesso avvicinando il volto al mio collo e l'ultima cosa che sento è un sussurro al mio orecchio : "Cucciolo, è stato meraviglioso, ma la pagherai, non hai nemmeno idea di quanto la pagherai."
Vendetta
Il risveglio, a giorno inoltrato è il più dolce e stupendo della mia vita, mentre osservo il suo volto addormentato accanto a me, seguendo lentamente con un dito il profilo del suo viso, dalla candida fronte lungo il naso e poi giù sul collo, per fissare profondamente non solo nei miei occhi ma in ogni parte di me le linee del suo corpo delizioso.
Il suo risveglio è languido e lento, come una antica principessa orientale, mi rivolge uno strano e smagliante sorriso, poi si alza e senza dire una parola si avvia verso il bagno mentre osservo rapito le sue forme in movimento, Venere e Diana insieme, bellezza e flessuosità al cui servizio mi sento votato anima e corpo, più di un Attico sacerdote.
La sua voce dal bagno mi sprona a recarmi nell'altro e prepararmi per uscire, perché ha fame e non devo farla aspettare, così mi reco di corsa a fare una doccia, per liberare il mio corpo dai piccoli pezzetti di cera, ancora aderenti a me, e grazie all'acqua fredda riprendere a pensare coerentemente.
Naturalmente sono pronto e vestito prima di lei, e la attendo pazientemente finché appare sempre stupenda, con una gonna nera, calze scure molto sensuali indossate con scarpe nere aperte dal tacco altissimo e una camicia bianca scollata che lascia intravedere un reggiseno a balconcino nero e scopre il suo collo delizioso sul quale spicca la stella d'argento di pomellato, quello è stato il mio primo regalo e vederlo lì sulla sua candida pelle mi riempie di gioia e piacere.
Usciamo, mentre mi prende amabilmente sottobraccio, lasciandomi un pò perplesso, e per il resto del pomeriggio, sia a pranzo che in macchina si comporta in maniera così diversa dal solito, come una normale e felice fidanzata, da lasciarmi pensieroso e quasi preoccupato; che intenda vendicarsi smettendo totalmente di essere la mia regina, la mia padrona?
Questo dubbio mi preoccupa a tal punto da rendermi sempre più silenzioso e agitato, ma nulla sembra cambiare il suo piacevole ma inquietante atteggiamento.
Torniamo a casa sua verso la fine del pomeriggio, lei è sempre gentile, premurosa, anche se non mi ha mai baciato per il resto della giornata, e io naturalmente ho evitato di provarci temendo un suo secco rifiuto.
Entrati nella sua stanza lei si avvicina alla finestra e rimane lì, immobile con lo sguardo che sembra perso nel panorama esterno.
Mi avvicino lentamente, dietro di lei e l'abbraccio dolcemente posandole timidi e delicati baci sul collo, sfiorando una pelle così morbida e profumata da mandare in estasi.
Lisa resta silenziosa, sembra rapita dal panorama ma sento che nella sua mente i pensieri si affollano prepotenti come nella mia, sentirmi abbracciato a lei mi da una sensazione così piacevole da desiderare di restare lì per sempre, poi improvvisamente si volta fissandomi con quei profondi e insondabili occhi verdi che sembrano sempre intenti a dirmi qualcosa che non posso o non riesco a comprendere interamente.
Ed ecco che le sue labbra dolcemente si avvicinano alle mie per alcuni piccoli e morbidi baci che diffondono nel mio intero corpo piccoli brividi di piacere, ma prima che io abbia solo il tempo di pensare ad un bacio più profondo, lei si gira di nuovo verso la finestra e io torno ad abbracciarla da dietro stringendola a me e rivelandole la mia evidente eccitazione che mi procura anche un leggero imbarazzo quando allegramente la mia dolce principessa me la fa notare.
Non so quanto altro tempo passiamo così, stretti stretti, mentre i miei piccoli e teneri baci si posano sul suo collo sempre più attraente.
La luce del giorno sta ormai sbiadendo piano quando lei si volta nuovamente e le sue labbra tornano a premere sulle mie, ma questa volta si soffermano in un lungo e bellissimo bacio, il contatto della sua lingua piccola e leggera nella mia bocca inizia a far volare la mia anima e la mia mente si perde in un turbinio di luci e immagini meravigliose e ora più di ogni altra volta, so che sarei disposto a qualsiasi cosa per un suo bacio.
L'incantesimo si interrompe quando le sue labbra si staccano dalle mie, riportandomi alla realtà e al suo sguardo dolce e malizioso nello stesso tempo; ora è lei a farmi girare delicatamente verso la finestra abbracciandomi da dietro come avevo fatto prima io.
Le sue piccole e morbide mani si posano sulle mie, come se volesse tenerle immobilizzate sul freddo davanzale di marmo bianco mentre le sue labbra coprono il mio collo di lenti ed eccitanti piccoli baci, comincia poi ad insinuare le mani all'interno della mia camicia, accarezzandomi la pelle e provocandomi deliziosi brividi di piacere, soprattutto quando si sofferma a giocare con i capezzoli stringendoli lievemente; ma certamente il gesto che si insinua più prepotente nei miei pensieri, che rivela più di ogni altro il potere che la mia bellissima principessa ha su di me è il movimento lento e forte del suo bacino contro il mio sedere, che esprime insieme forza, dominazione e possesso, come se volesse anche lei farmi sentire la sua eccitazione e il suo desiderio di possedermi, dicendo chiaramente con un gesto che sono suo, che ora più che mai le appartengo per il suo piacere e le sue fantasie.
Tutto questo mi rende davvero felice, mentre le sue mani continuano a giocare con la mia pelle sbottonando sempre di più la camicia, poi, mentre fuori la luce è quasi svanita del tutto mi dice dolcemente : "aspetta qui e non muoverti".
Resto immobile ascoltando le sue mani che frugano in un cassetto, poi torna dietro di me e, nel momento stesso in cui l'oscurità della notte prende definitivamente possesso del fiume sotto di noi, una leggera benda cala sui miei occhi e anch'io, come la città sono avvolto dal buio.
I molti deliziosi pensieri che si affollano in me sono frenati dalla sua semplice domanda : "hai paura?". Subito rispondo : "no! non ho paura" , anche se in fondo sento una forte paura, il timore di non poter più fare a meno di lei, perché come ha oscurato la mia vista ha già illuminato il mio cuore come un sole così splendente alla cui luce non potrò mai più rinunciare.
Le sue mani si muovono ora agili terminando di slacciare i bottoni e sfilandomi la camicia, la sua bocca si posa più volte lungo la mia schiena con baci e morsi, dandomi attimi di irrefrenabile turbamento finché mi prende per mano conducendomi lontano dalla finestra e facendomi stendere sul letto.
Piano mi toglie gli stivaletti di camoscio e le calze, e risento la sua voce : "hai dei bellissimi piedi sai" , il suo complimento mi fa sorridere e mi colpisce, nessuno me l'aveva mai detto prima, poi termina di slacciarmi i pantaloni e me li sfila piano, poi improvvisamente, con un unico rapido e imperioso gesto mi sfila i boxer neri lasciandomi così nudo bendato e molto molto eccitato sul letto.
L'idea di lei completamente vestita che mi guarda così mi imbarazza molto, anche se la trovo una situazione decisamente provocante, poi mi dice di sdraiarmi bene sul letto e la sento frugare ancora nella borsa.
I miei pensieri sono davvero in totale confusione, vorrei dirle che la desidero, che sono pazzo di lei, che sono suo, che voglio essere suo, ma non riesco a parlare, mi sembrerebbe di spezzare questo lungo momento di magia.
Di colpo lancia qualcosa sul mio petto, sento che sono piccole corde, sta per legarmi immagino, poi si avvicina, armeggia con qualcos'altro che non riesco ad identificare e si siede accanto a me sul letto, le sue fresche e dolci mani sfiorano la mia pelle, aumentando i fremiti della mia eccitazione, sembra molto divertita da questa cosa, e anch'io non riesco a trattenere qualche sorriso alle sue dolci prese in giro.
Poi seria mi dice : "non ho voglia di legarti ora, prometti che starai fermo?" , sento che è una prova anche questa e non voglio deluderla, desidero davvero che sia contenta di me e così rispondo serio e sicuro : "lo prometto".
Il mio braccio sinistro è in alto, con la mano appoggiata al cuscino pronta per essere legata, il destro è ancora disteso lungo il fianco e io mi immobilizzo così, mentre sento diversi clik che solo dopo la mia mente identificherà con gli scatti del suo accendino, perché ora, improvvisamente, una forte sensazione di bruciore si impadronisce del mio ombelico e del mio ventre, mentre la cera profumata cola liquida e rovente su di me e con mille baci di fuoco la sua mano marchia il mio corpo risalendo sul petto, sul braccio e poi scendendo sul pene eretto facendolo tremare per il bruciore e la perdurante eccitazione, mai avevo sentito un fuoco così forte su di me, e trattengo a forza le grida che salgono dalla mia gola.
Impossibile descrivere le sensazioni che mi avvolgono, dolore, piacere, gioia di pensare a lei intenta a giocare con la mia pelle, desiderio di capire fin quando potrò resistere immobile, attimi in cui vorrei smettesse, per poi sperare di sentirla ancora, perché ogni dolore che mi provoca è un atto di sfrenata passione e aumenta enormemente la mia eccitazione e il mio desiderio.
Infine la cascata bollente di cera cessa e la mia dolcissima stella mi toglie la benda, guardandomi negli occhi e giocando con la cera ormai indurita sulla mia pelle, cosa mai darei per sapere che cosa sta pensando ora, il suo sguardo enigmatico mi fa davvero impazzire, vorrei abbracciarla e stringerla forte, baciarla, vorrei spogliarla per sentire su di me il suo corpo nudo; ma resto immobile a guardarla, so che ora sono legato a lei più di quanto pensassi, più di quanto sperassi, come se avesse sempre fatto parte di me e so che tutto quello che farà con me, e di me mi darà un emozione immensa, come raggiungere le stelle con un unico agile balzo.
Si siede accanto a me, e mi guarda a lungo, silenziosa; poi improvvisamente, come se avesse infine preso una decisione, si alza e la vedo andare a prendere alcune sottili corde nere.
Torna sul letto dicendomi di girarmi, cosa che faccio prontamente, sento le sue mani accarezzare piano il mio collo, la mia schiena, poi la sua bocca si avvicina a me, sento il suo caldo respiro sulla nuca e le sue labbra posarsi piano sulla mia pelle, poi la sua voce sussurrare al mio orecchio : "sei pronto ad essere davvero mio, mio come non sei mai stato di nessun altra, mio come non potrai mai più esserlo per nessun altra? ", con la coda dell'occhio incontro le sue verdissime iridi e sguardo e parola dicono insieme lo stesso sicuro e convinto "sì ".
senza più altre parole mi rimette la benda di seta, poi lentamente prende la mia mano destra e il piede destro e li unisce tendendoli come Diana cacciatrice con il suo arco preferito, legandoli poi insieme con le nere corde, e ripetendo la stessa operazione a sinistra.
Ora sono lì nudo, legato come un agnello sacrificale, completamente alla sua mercé, ma mai mi sono sentito più profondamente uomo, più necessario a lei così come lei mi è indispensabile, e soprattutto percepisco un vincolo e un'unione mentale, stretti come mai nella vita.
Le sue mani mi accarezzano la schiena e il sedere mentre inizio a sentire lievi fastidi alle braccia e soprattutto alle gambe, che iniziano a soffrire di lievi crampi, ma tutto questo è relegato in un piccolo angolo della mia mente, perché tutto il resto è occupato da lei, dalla passione che sento e dalla tensione per quello che so accadrà; più volte mi ha parlato di quella fantasia, e ora credo abbia preso la decisione, ma anche se la cosa un pò mi spaventa la sensazione più forte in me resta l'eccitazione e il piacevole e irrinunciabile desiderio di renderla felice.
Ora la sua mano si sposta sotto di me, facendomi alzare il bacino e infilando sotto la mia pancia uno dei cuscini, poi sento la sua tenera mano iniziare a muoversi dietro di me.
Sento la crema fredda e oleosa che le sue dita sottili spalmano sulla mia pelle lentamente, non ha nessuna fretta ed i suoi movimenti sono dolci e graduali; un silenzio irreale ha avvolto la stanza e i miei sensi mentre la mia principessa inizia a farsi strada dentro di me, sempre molto piano, sempre più profondamente.
Non sento dolore ma una sensazione completamente nuova e strana, il calore delle sue dita, il contrasto tra la morbidezza dei polpastrelli e la durezza delle nocche, e il pensiero forte e stupendo di appartenerle davvero, totalmente.
Gambe e braccia sono sempre più preda dei crampi ma è un dolore così lontano rispetto al piacere e all'eccitazione in cui mi trovo che sembra addirittura appartenere ad un altra persona mentre le sue dita mi possiedono sempre di più, invadendo i miei pensieri e la mia anima ancora più intensamente di quanto facciano con il mio corpo, trasmettendomi un senso di possesso e di appartenenza fortissimo al quale non potrei ormai certamente più rinunciare; il suo respiro è lievemente affannato e attraverso la sua mano sento il piacere che la attraversa mentre diventiamo una cosa sola, due anime unite in un corpo fremente.
La sua mano penetra lentamente sempre più in profondità mentre il dolore si fa più intenso anche se è enormemente sovrastato da piacere ed eccitazione, so che se in questo momento mi toccasse appena potrei avere l'orgasmo più forte e devastante della mia vita, ma non è lo scopo di questa prima volta e nemmeno il mio desiderio maggiore in questo momento, ora tutto quello che vorrei poter fare è abbracciarla e baciarla, sentire vibrare il suo corpo, la sua pelle contro la mia, ma i legami mi bloccano completamente e devo continuare a subire passivamente il suo potere e la sua bramosia di avermi .
L'oscurità in cui sono avvolto per via della benda e la dolorosa posizione in cui sono bloccato focalizzano enormemente tutte le sensazioni sulla sua mano in un crescendo di sensazioni così diverse da ogni altra mai provata prima, finché non sono finalmente completamente suo, al limite estremo della mia sopportazione, poi sempre lentamente lei esce da dentro di me e il distacco mi sembra assottigliare quel legame enorme che sentivo tra noi, anche se ormai quel filo non si scinderà più, sono stato davvero completamente suo, e questo ci unirà per sempre, qualsiasi cosa possa succedere in futuro.
Sento le sue mani armeggiare con le corde che mi legano, prima il lato destro e poi il sinistro vengono liberati, consentendomi di distendere braccia e gambe, dando sollievo a dolori di cui mi accorgo veramente solo in questo momento, poi sento il suo corpo che si sdraia sul letto accanto al mio, la sua mano che mi accarezza la fronte, sfilandomi la benda e finalmente incontro di nuovo il suo sguardo, i suoi occhi grandi, lucidi, esprimono un piacere ed una dolcezza che non ho mai visto e sembrano parlarmi, volermi dire mille cose; io la guardo, immobile, senza parlare, lei dice solo : "sei stato davvero bravo cucciolo", poi le sue labbra si avvicinano alle mie per il bacio più dolce, intenso, appassionato e denso di significati di tutta la mia vita.
L'attimo meraviglioso in cui ti ho vista
così bella e seducente, Annalisa
ho impresso a fuoco in me,
come un ardente marchio nel cuore,
ogni tuo attraente particolare.
I tuoi grandi occhi verdi,
le ipnotiche nere pupille che,
come specchi d'acqua scura e limpida
rifugio segreto delle ultime sirene,
mi attirano a te come Ulisse
per perdermi sull'isola perduta
della tua anima meravigliosa,
lasciandomi il grande desiderio
di essere quella tua piccola vena azzurra
nascosta nell'incavo della palpebra
per baciarti per sempre gli occhi.
Le tue labbra dolci e prelibate
sogno di mille pensieri deliziosi,
mi rendono ebbro di desiderio
di saziarmi alla loro fresca fonte
e carezzarle poi piano con un dito
per fissare in me ogni loro anfratto
e vederle così avvicinarsi alle mie
ogni volta in cui chiuderò gli occhi.
Splendida Stella, fatta per gli angeli
le tue piccole e candide mani
tramutano il dolore in estasi,
il loro tocco delicato e sublime
vibra in ogni cellula del mio corpo
come la scossa di un fulmine
che crepita in me violento e urlante,
con scosse di piacere e tormento
che scuotono la mia anima.
La tua pelle morbida e fresca
strugge la mia riarsa bocca
ansiosa di baciarne ogni angolo,
di smarrire il tempo su di te,
per ritrovarmi sempre avvinto
nell'irresistibile roseto del tuo corpo
trafitto dalle mille spine aguzze
pur di bearmi di te adorata rosa,
luminosa stella del mio cielo oscuro
conduci a te i miei perduti pensieri
per trovar rifugio nel tuo cuore
imprigionandoli per sempre
in te mia dolce e adorata regina.
di Caliban (michele1966@hotmail.com)